La Casa Famiglia S. Giuseppe di Vimercate, una RSA…Intervista al Direttore, dott. Roberto Zini

  • Dott. Zini, ci presenti la Fondazione Casa Famiglia S. Giuseppe…

Casa Famiglia San Giuseppe è una Fondazione (CFSG), nata a Vimercate (MB), nell’immediato dopoguerra per assistere orfani e vedove di guerra per opera di Bice Molina Cremagnani (1875-1951). La sig.ra Bice era una donna coraggiosa e intraprendente, profondamente religiosa e attenta ai bisogni sociali della sua epoca; molto attiva nell’ambito dell’Azione Cattolica. Se vogliamo per l’epoca anche un po’ rivoluzionaria: nel 1945 occupò un po’ abusivamente le stalle di un allevamento di cavalli in abbandono per accogliervi le persone più bisognose e fragili (cosa ne direbbe oggi la Vigilanza dell’ATS!) “non per farne un ricovero, ma casa per chi non ne aveva, famiglia per chi l’aveva persa
Negli anni la Casa si è ampliata e trasformata cercando però di mantenere saldi i principi fondativi, ben espressi dallo Statuto “… la Fondazione che si richiama esplicitamente al principio cristiano del valore e della dignità di ogni vita umana, svilupperà tutte le opportune iniziative per prevenire o comunque ritardare il naturale degrado psico-fisico degli ospiti, coltivando nella conduzione dell’istituzione quella dimensione di famiglia che ne connota la denominazione.

  • Prima di illustrarci cosa è la Fondazione CFSG oggi, ci dica chi è Roberto Zini…

Roberto è un uomo che in giovane età (ma è ancora giovane!) fu mandato da Caritas Ambrosiana a svolgere il servizio civile presso una Casa di Riposo (allora non si chiamavano ancora RSA), si è poi appassionato a quel mondo (grazie soprattutto alle persone che qui ha incontrato e che hanno contribuito alla sua formazione), e che quindi ha proseguito la sua attività professionale in questo campo.

  • Ci parli dell’ “oggi” della CFSG….

Oggi la Fondazione Casa Famiglia San Giuseppe gestisce una RSA di 124 posti letto, un CDI per 30 utenti, e si adopera (nello spirito della fondatrice) a rispondere ai bisogni del territorio circostante con una serie di progetti che negli anni ne hanno caratterizzato l’attività.

In particolare nel 2012 partì un progetto denominato “A4“: Valorizzazione delle risorse dell’anziano e della sua famiglia, che ha precorso i tempi anticipando quello che poi sarebbe diventato il servizio di RSA APERTA ex DGR Lombardia 856 e seguenti.. (di cui magari parliamo più diffusamente in seguito).

Altri progetti interessanti sviluppati in questi anni e finanziati dalla Fondazione di Comunità di Monza e Brianza, sono stati:

“Felicetà”, che ha coinvolto in particolare gli anziani del territorio in un’ottica di prevenzione e sostegno, con iniziative formative, informative e ludico ricreative;

“Di Casa in casa”, con lo scopo di aiutare le famiglie a riorganizzarsi per accogliere al domicilio un anziano divenuto improvvisamente non autosufficiente a seguito di un evento traumatico: anche in questo caso il progetto ha in buona parte attuato anticipatamente quella che poi sarebbe divenuta la sperimentazione regionale denominata “post-acuti”;

Il Progetto “Amici in Recupero” per il sostegno a persone non anziane ma invalide a seguito di traumi cerebrali che avevano difficoltà a trovare servizi adeguati alle loro esigenze nel territorio;

Il “Progetto Lab” sviluppato in partnership con l’azienda consortile dei servizi sociali del Vimercatese, Offerta Sociale, finanziato attraverso un bando regionale per la conciliazione famiglia-lavoro, laddove la famiglia da “conciliare” è sempre più spesso quella costituita dai genitori anziani e non solo dai figli minori.

Anche rispetto alla conduzione della RSA e del CDI l’attenzione all’innovazione è sempre alta. Nel tempo abbiamo introdotto varie tecniche e metodologie tese a migliorare la qualità di vita degli anziani che oggi abitano la nostra Casa,  che sono affetti da pluripatologie e in buona parte con declino cognitivo importante.
Così nel 2011 – ad esempio – abbiamo investito significativamente in formazione per qualificare 20 operatori nell’utilizzo del “Metodo Validation®”, una tecnica americana (e protetta addirittura da brevetto internazionale) che ha lo scopo di validare (ovvero “dare valore”) all’anziano con demenza  preservandone la dignità di persona.

Più tardi ci siano anche dotati di una “Stanza Snoezelen”, un “rifugio” dove cercare di comunicare attraverso stimoli sensoriali con persone che hanno perso la capacità di farlo in via convenzionale.

La stanza è stato un dono della nostra Associazione Volontari.

  • Sappiamo che il Volontariato ha un ruolo fondamentale nella CFSG…

Il Volontariato è sicuramente uno degli elementi principali che caratterizza la Casa San Giuseppe

La collaborazione dell’Associazione Volontari è davvero quotidiana e diffusa in tutte le attività della Casa: dal supporto all’animazione, al settore amministrativo, dal guardaroba, alla manutenzione del giardino, ecc. Tanto per dare un numero, nel corso del 2015 l’associazione ha prestato presso la Casa 10.347 ore di lavoro.

Ma non solo: i nostri volontari sono anche molto attivi nell’organizzare mercatini, tombolate, tornei di burraco, e lotterie grazie alle quali raccolgono fondi che vengono utilizzati per donare agli anziani della Casa strumentazioni utili.

Negli anni ci siamo così arricchiti della già citata Stanza Snoezelen, di un moderno ecografo (che riduce di molto la necessità di fastidiosi accessi al pronto soccorso), di un efficiente impianto audio e video delle sale comuni, solo per citare gli acquisti più recenti.

I volontari della Casa si sono autonomamente organizzati in associazione, e ciò agevola molto i rapporti con la Casa: è presente un Consiglio Direttivo e una straordinaria Presidente, che nonostante l’età (che non si può dire!) è attivissima e piena di energia. (Roberto è una persona umile, non dice che lui, insieme ad altri, ha dato lo spunto e il sostegno per l’avvio formale dell’ “Associazione Volontari”)

E’ giusto poi ricordare che anche il Consiglio di Amministrazione della Casa è costituito da volontari che nulla percepiscono per la loro attività (spesso anche molto impegnativa e piena di responsabilità).  Il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 membri di cui 5 eletti dall’Assemblea degli Amici della Casa, che in gran parte è costituita dagli stessi volontari dell’Associazione, che quindi non solo si adoperano nelle attività più disparate, ma in parte ne governano anche la gestione.
Avrete certamente colto il livello di eccellenza della Fondazione e la sua capacità professionale e innovativa, pertanto vi diamo appuntamento al prossimo mese, per consentirvi di approfondire gli argomenti che l’intervista al  dott. Zini ci offre.

Per il momento lo ringraziamo calorosamente e vi invitiamo a interagire con noi se aveste chiarimenti da porci o necessità di ulteriori dettagli.

I contenuti del prossimo mese vi stupiranno: numeri importanti e riflessioni approfondite!
GRAZIE  a ROBERTO ZINI  e ARRIVEDERCI  ai nostri LETTORI
dr.ssa Vincenza Scaccabarozzi